lunedì 30 giugno 2014

Jam Econo web radio


Sul web c'è questa nuovissima radio chiamata Jam Econo.
Se siete degli anziani nostalgici dei vecchi video di skate, ma soprattutto delle loro colonne sonore, questo è il posto giusto. Se invece siete delle nuove leve della tavola a rotelle non vi farà affatto male conoscere un po' di storia!
Graficamente il tutto si presenta molto grezzo ma credo sia proprio questa l'intenzione del suo creatore, poche chiacchiere e Go Skateboarding!
Amanti dei Big Boys, Pegboy, Sub Society, Circle Jerks, ecc...sintonizzatevi qui e seguite la programmazione tramite la pagina facebook.
La caserma ti tiene sott'occhio Jam Econo, attendiamo sviluppi.

sabato 28 giugno 2014

The Thirtysevens - Time Travel Math

Monkeyrite Records - 2014

Recensisco questo disco di mia spontanea volontà..ascoltandolo su bandcamp, per puro caso...perchè le "etichette punkrock" sono sempre le migliori a fare promozione alle band che producono...si premurano di far avere i dischi alle webzine...di far circolare la musica su cui investono i soldi che guadagnano a lavoro da lunedì a venerdì.
E non ci lamentiamo se poi fa tutto cagare.....e nessuno caga nulla....se la gente oltre ad avere 500 euro da buttare in stampe avesse anche un pò di spirito imprenditoriale.......
Critica gratuita in stile SNAFU a parte (meritatissima come sempre...e come sempre dall'alto di sto cazzo e senza cattiveria) parliamo di questo disco dei toscani Thirty Sevens.
Fondamentalmente il disco fa cagare...ma fa cagare con stile...un pò tipo Massoneria Ramonica. Nel senso che un disco Made in Italy con dei pezzi clone (come ogni disco punkrock che si rispetti) cantanti da un clone di Ben Weasel (davvero bravo) fa un effetto strano....è un concetto difficile da spiegare ma ci proverò.
I pezzi sono altalenanti...alcuni bomba (tipo "Agent 13 is dead" e "Backy Ramone") ed altri che sembrano i pezzi orrendi degli Screeching Weasel...ed è proprio qui che sta la figata del disco...chi cazzo si metterebbe a fare una cover band dei pezzi osceni dei Weasel? Nessuno...nessuno a parte questi toscanacci che, nella pazzia più totale della scelta, dimostrano di fare una cosa coraggiosa e divertente.
Non penso che questo disco possa piacere a più di 40 persone, quelle stesse 40 persone che vanno pazze per il ramones-core che non piace più a nessuno. Bersaglio colpito e affondato. Presumo la finalità fosse proprio questa....un piccolo gioiello da nerd per i nerd. Una roba di mega nicchia per una mega nicchia morente in cui mi ci infilo in prima persona.
"Time travel equation" fa ben sperare per il futuro della band....il talento c'è...il pubblico no...quindi S.N.A.F.U......situazione normale, tutto a puttane. Onanismo per pochi scemi intelligenti.
Ci estinguiamo sulle note di Time Travel Math sempre più consapevoli che la fine è vicina.

venerdì 27 giugno 2014

Live report: Turbonegro@Circolo Magnolia, Milano

Per una volta la foto è mia

Dopo aver finalmente terminato il mio ultimo incarico in ************ per eliminare *********, posso con un po' di ritardo recensire il concerto dei Turbonegro a Milano.

Che dire, non è una recensione qualsiasi per me:  quando tolgo l'uniforme mimetica ne indosso una in denim, il mio kutte da prez della Turbojugend Milano. Facile immaginare la mia trepidazione non appena ho saputo che i ragazzi dell'apocalisse sarebbero tornati in città dopo tanti anni, per la prima volta in versione anglo-norvegese col londinese Tony Sylvester alla voce.

Un caro amico mi dà la possibilità di intrufolarmi al Magnolia fin dal pomeriggio. Nonostante la giornata fino a quel momento piovosa, quando arriviamo il tempo è della nostra e il cielo è abbastanza sereno. I fonici stanno finendo quella noiossissima quanto indispensabile operazione che è il check dei singoli strumenti, e dopo poco si palesano i nostri in abiti civili ma ciononostante forse più improbabili di quelli di scena.
Parte il soundcheck della band, prima con un paio di pezzi strumentali, poi al completo; mi piazzo davanti al mixer e mi gusto fino infondo il privilegio di vedere la band suonare - involontariamente - solo per me.
La band sembra in forma, con un sound energico e solido. Anche Tony promette bene, avendo trovato un buon equilibrio vocale tra le sue radici hardcore e il repertorio deathpunk del gruppo.

Ci infiltriamo nel backstage ancora incustodito per una foto e qualche autografo. Tommy Manboy e Tony sono estroversi, gli altri più riservati ma tutti gentili e amichevoli; si guardano tutte le toppe che ricoprono il mio kutte e scambiamo due chiacchere. . Non approfittiamo troppo della nostra presenza a sgamo, salutiamo, ringraziamo e andiamo a farci il primo drink della serata.

Passate le sette comincia ad arrivare un flusso crescente e costante di pubblico. Molti i fan della vecchia guardia, il jeans abbonda  e spunta qualche cappello da marinaio. Il concerto ha richiamato anche un po' di delegazioni delle Turbojugend italiane ancora attive: alcuni li ritroviamo, altri li conosciamo per la prima volta, in ogni caso è un piacevole e raro momento per fare un po' di vita di club assieme, tra una birra, una foto, una chiaccherata e le partite dei mondiali.

Rapidamente si comincia coi concerti: il primo a suonare è Diego Deadman Potron, un one man band barbuto e tatuato che sembra uscito dritto dall'Alabama. La sua postazione non è sul palco ma per terra, sotto una tettoia, dove ha sistemato batteria, microfono e chitarra. Confesso che l'idea mi rendeva parecchio scettico, invece sforna un'ottima esibizione di torrido blues garage che lascia tutti stupiti.

A inaugurare il main stage ci pensano i Leeches, in sostituzione dei Giuda. Non sono un grande fan  del gruppo, e la mia predilezione per gli assenti glam rocker romani non aiuta,  ma ammetto che i quattro punk rocker comaschi fanno una bella figura: il concerto è divertente, suonano belli tirati e scaldano il pubblico a dovere.

E arriva infine il turno dei Turbonegro. Ci spostiamo nelle prime fila, pronti per farci travolgere dall'oscurità.
Truccati e vestiti come da tradizione, attaccano subito con due classiconi: Back To Dungaree High e Apocalypse Dudes. Nonostante qualche problema tecnico, velocemente risolto, una bella partenza che conferma l'ottima impressione iniziale, in cui brillano le prodezze alla sei corde di Euroboy.  Si prosegue con You Give Me Worms, il primo singolo nonché un dei pezzi migliori dell'ultimo album. Il pubblico è caldo, poga, si dimena e canta.  Arriva il momento di porsi di una domanda fondamentale: "Where are my friends?". Naturalmente, All My Friends Are Dead ! Si prosegue con una soddisfacente scaletta che pesca da tutti i lavori da Ass Cobra in poi, tra superfavorite come Sailorman e sorprese come High On The Crime, intervallate da Tony con battute e siparietti in tributo allo spirito ironico e demenziale del gruppo. Il pubblico s'infiamma sempre di più e la temperatura sale sul palco, con Tony che rivela il suo corpulento e tatuatissimo corpaccione, con l'enorme testa di tigre sulla panza in primo piano.
Il set regolare si chiude con Get It On, ma la band ritorna rapidamente - Tony avvolto nella bandiera inglese - per un lungo bis che non poteva non aprirsi che con The Age Of Pamparius, subito seguita da una tiratissima Prince of The Rodeo. L'ultimissimo pezzo è il cavallo di battaglia, la dichiarazione dello spirito deathpunk, I Got Erection, che costringe tutti a cantare il coro a squarciagola.

La data infrasettimanale e qualche goccia di pioggia fanno allontanare buona parte del pubblico, ma per noi che rimaniamo la serata prosegue fra molto alcol e un djset più unico che raro che passa dagli Stones agli Hellacopters. Tommy Manboy ha voglia di far serata e si unisce a noi per un po' di baldoria.

Rientro a casa a notte fonda molto ubriaco e molto stanco, ma pienamente soddisfatto.

Darkness forever!!!

Bottino di guerra

giovedì 26 giugno 2014

SNAFU 2.0: recensione Any Empire

Il soldato Rodriguez esce dalla maggioranza silenziosa facendoci scoprire un fumetto che sembra interessante....copertina fighissima! Grazie e attendiamo altro materiale....

Versione Italiana

"Imperi" nell'edizione Italiana (che sconsiglio: l'edizione Americana è fatta molto meglio e per stesso prezzo) di Nate Powell è un fumetto veramente fresco.
Mescola i classici cliché della periferia suburbana Americana alle atmosfere oniriche stile Inio Asano, fa pensare, diverte, e la critica contro la guerra non è la lezionciona pesante di pacifismo ma ripropone il tema della propaganda militarista fino a portarla all'assurdo, nel quale diventa l'unica via di fuga dalla totale assenza di controllo, di obiettivi e di senso nella propria vita.
In fondo tutti hanno voglia di usare un lanciafiamme sulle baracche di un villaggio indifeso. No? No? No?
Loro guardano Platoon, lo sognano come un Eden.
Voi non guarderete piu G.I.Joe con gli stessi occhi.
Gli unici due "nerd" che riescono a sfuggire a questa logica perversa mettono troppa tenerezza.
Queste piccole vite assetate di potere ed azione sono disegnate con un tratto stilizzato, quasi abbozzate, ma molto cariche, rende sempre bene e non perde mai lo stile, metà delle pagine sono senza un dialogo, ma la forza espressiva delle vignette non ne fa sentire assolutamente la mancanza.
La storia è frammentata, tra piani temporali diversi, sogno e realtà, fino ad un fondersi unico di possibilità diverse.
Ma non è incasinata alla Nolan, è solo sospesa, surreale, eterna, tenera.
Se volete farvi una serata in compagnia di un buon volumetto, sorridere di quegli sfigati dei protagonisti e veder tartarughe lanciate con la mazza da baseball,  è il fumetto che fa per voi.

Aerosmith Live @ Arena Fiera Rho


Bisogna amare tantissimo una band per spendere 70 € sapendo di vederla in un posto orribile e con organizzazione pessima. Gli Aerosmith sono uno dei miei amori adolescenziali e supero le mie 1000 remore. Fino a un minuto prima del concerto mi ero pentito della scelta perché:
- raggiungere l'arena in tempo significa uscire dalla caserma/lavoro correndo disperatamente; 
- tra l'ingresso Est dell'area concerti e l'ingresso Ovest ci sono 3 Km di camminata senza navetta. Se - per dire - devi raggiungere un amico che ha il tuo biglietto o la biglietteria (che è solo a Est) devi camminare non meno di 20 minuti; 
- 40.000 persone sull'asfalto rovente... non servono commenti; 
- 45 minuti di fila (o meglio di massa disordinata) per una birra non sono concepibili... altro che GroezRock. 
Però non appena i cinque vecchietti salgono sul palco ti dimentichi di tutte le incazzature e inizi a cantare a squarciagola. Apertura a bomba con Mama Kin, Eat the Rich e Love is an Elevetor. Libidine! Steven Tyler sarà pure un vecchio di plastica con i baffoni ma con la sua cafonaggine da Italo-Russo cresciuto a Boston spacca il culo a tutti. Sembra che si voglia scopare ogni singolo atomo di ossigeno presente nel raggio di Kilometri... come si fa a non sorridere? Si va avanti con Cryin', Livin' on the Edge e Rag Doll. Anche Joe Perry è in forma: canta un pezzo - Freedom Fighter - mentre viene proiettato sui megaschermi un video che lo ritrae in giro per il Duomo di Milano a fare foto con i fan e a suonare con il cappello a terra per far su moneta. Idolo indiscusso! La chiusura è da panico con I Don't Wanna Miss a Thing, No More No More, la coverona di Come Together, Dude (Looks Like a Lady) e Walk This Way. Pubblico in lacrime! Scatta pure un bis con Dream On (Eminem vai a cacare) e Sweet Emotion. Sono le 23e50. Nonostante l'entusiasmo sia alle stelle e ci siano ancora treni per raggiungere Porta Garibaldi la presa a male ricomincia. Arrivare a Garibaldi in tempo per prendere la metro è una mezza missione impossibile. Per fortuna ho un fratello maggiore che mi dà un passaggio (piccolo scotto: un'ora di coda per uscire dal parcheggio, pagato tra l'altro 16€... tariffa fissa giornaliera o niente). Sì, è sempre un piacere andare ai concerti in Italia. Grandi Aerosmith, per voi a sto giro ho sopportato, ma la prossima volta.... 

SNAFU 2.0: KILL THAT GIRL Anteprima Nuovo Album



Il 15 di luglio prossimo uscirà il nuovo disco dei Kill That Girl "BE NICE OR LEAVE" per Infested Records su CD e in formato digitale.
Il release party sarà il 19 di luglio all'Old England Pub di Rosignano(LI) insieme ai Teenage Bubblegums e agli Onoda.

Punk rock night @ TELOS


Domani, venerdì 27 Giugno, ci sarà una succosa punkrock night al TELOS di Saronno!
Maggiori info qui!

lunedì 23 giugno 2014

BEATS ME - Get Da Fee - Streaming

Siamo onorati di avere la possibilità di pubblicare in anteprima mondiale lo streaming del nuovo disco dei romani Beats me. Grazie quindi a loro, alla Swamp e Mind Pollution Records.
Detto questo passiamo alla recensione del dischetto....bello, senza ombra di dubbio, bello. Dodici pezzi di punk'n'roll bello zozzo e poppettoso, un mix invincibile.
La prima cosa che mi salta all'orecchio è che a questo giro i ragazzi ci hanno saputo fare molto di più con i pezzi più punkrock piuttosto che con quelli rock'n'roll style.
Il tutto infatti si apre con una "Mr. Baggins" che sembra rubata ai Leeches in voce e riff, carina, ma nulla di più. Le cose cambiano del tutto con pezzi come "Orinoko" che ci teletrasporta sulle spiagge di sto cazzo tutto sole, caipiriksi e tettone al vento...pop-surf-punk mixati magistralmente...quando la banalità diventa fantastica si vince a mani basse.
Si procede benissimo con pezzi come "Save the tiger" e "Creepy" che innalzano il livello di pop a manetta....e pezzi rockarolla come "Trans Rage in the Elevator" suonano dannatamente banali....praticamente il marchio di fabbrica del primo disco qui diventa un peso alla palle non indifferente.
E infatti subito dopo "Dead Mouse" e "Cocainosaurus" dettano le regole, seguiti a ruota dalla conclusiva "Happy for you". Maturare facendo le stesse cose è difficile, i Beats me ci sono riusciti deviando leggermente la rotta verso una matrice un pò più pop che dilaga lasciando tracce indelebili nelle orecchie. In questo album omaggio a Gheddafi (titolo geniale) ci sono pezzi sopra la media che meritano di essere ascoltati; attaccatevi quindi allo streaming e poi se avete un pò di stipendio dateci dentro di acquisti.



"I BEATS ME sono un power trio proveniente da Roma. Dopo il folgorante debutto con "Out of the Box", tornano con il nuovo album "Get Da Fee", in uscita il 23 giugno per Swamp/Mind Pollution Records e disponibile su iTunes (http://bit.ly/1prhAYJ) e su tutte le piattaforme digitali.
"Get Da Fee" è un disco fatto di eccessi, ironico, ricco di refrain assassini, testi non sense e l'insolenza tipica del terzetto romano, definitivamente entrato di diritto tra le milgiori ban rock'n'roll d'Italia. Dodici tracce al fulmicotone di pura energia punk, contaminate da suoni garage e melodie power pop che garantiscono danze sfrenate con il sorriso sulle labbra. I BEATS ME hanno raggiunto una consapevolezza musicale e un stile altamente personali, un sound rispettoso della storia e delle radici del punk rock ma capace di essere contemporaneo e trascinante.
Il primo singolo estratto è "Orinoko", un brano scanzonato dai ritmi power pop che strizza l'occhio ai Beach Boys, la canzone ideale per accompagnare questa caldissima estate." (Swamp Label)

sabato 21 giugno 2014

All You Need Is Kill


L'umanità è in guerra contro gli alieni chiamati Mimic. Nel sud del giappone sta per consumarsi una battaglia chiave per il destino dell'intero pianeta. Keiji Kiriya, una giovane recluta, e Rita Vrataski, detta "Full Metal Bitch", affronteranno lo scontro con una speranza: conquistarsi un domani.

Così si legge nella quarta di copertina di All You Need Is Kill, nuovo volume fresco di stampa ed edito dalla Planet Manga. In concomitanza con l'uscita nelle sale cinematografiche italiane del blockbuster made in USA The Edge Of Tomorrowtratto dal pluripremiato romanzo di fantascienza militare di Hiroshi Sakurazaka, la Planet Manga ne presenta l'adattamento a fumetti, sceneggiato da Ryosuke Takeuchi e disegnato splendidamente da Takeshi Obata.
La vicenda si svolge in un non lontano futuro in cui la terra è sotto attacco da parte di strane forme di vita aliene chiamate Mimic. L'unica cosa che si sa su queste creature è che sono portatrici di morte e distruzione. Keiji Kiriya è una nuova recluta dell'UDF (United Defence Force), una forza di difesa a livello mondiale istituita per fronteggiare l'invasione aliena. Keiji viene ucciso alla sua prima battaglia ma per uno strano e inspiegabile fenomeno si risveglia e si ritrova al giorno prima dello scontro. Il fenomeno si ripete lasciando Keiji intrappolato in un loop temporale in cui vive continuamente la sua morte e le conseguenti resurrezioni. Rassegnatosi al suo destino Keiji decide di sfruttare questo fenomeno per diventare più forte, affrontare la battaglia e cambiare il suo destino.
Non ho letto il romanzo né ho visto il film ma ho trovato questo adattamento veramente valido. I disegni sono molto belli, la sceneggiatura anche, è incalzante, crea suspense e la storia ne esce veramente bene. Non vi dico altro...personalmente ho divorato il primo volume e non vedo l'ora che esca il secondo (conclusivo). Consigliato vivamente a tutti gli amanti del manga e del sol levante.  

martedì 17 giugno 2014

lunedì 16 giugno 2014

SNAFU 2.0: bad religion @ live trezzo

Tommy 27, paladino dell'italiano senza maiuscole e punteggiatura, ci manda questo 2.0 dei Bad Religion. Lo pubblichiamo tardi perchè ci era finito nello spam.....aia!

Iniziamo con una considerazione: i Bad Religion dal vivo non meritano mai meno di otto, è un postulato che non può essere smentito.
Quindi il teorema dice che se i Bad Religion arrivano in zona (come fortunatamente avviene da tre-quattro anni) ci devi andare.
Il concerto inizia alle 22 esatte: cazzo di discoteca che poi deve fare entrare i ragazzini a casa da scuola per il 2 Giugno, ovviamente arrivo tardi e mi perdo le prime due canzoni...
Cosa dire, sono i Bad Religion: pogo, sudore e hardcore come solo pochi sanno fare. Purtoppo si sente malissimo, soprattutto la voce, prevale la batteria e non è un male perchè Brooks è in formissima, un vero animale!
Come lo scorso anno mi sembra che trovino forma pezzo dopo pezzo, iniziano un pò spompi ma poi diventano grandi. Rispetto allo scorso anno fanno un pò più di pause tra un pezzo e l'altro, ma quando suonano ci dannno dentro davvero.
Scaletta un pò diversa dal solito: circa a metà buttano dentro la tripletta conquer the world-21st century digital boy-sorrow. Sorrow dunque non chiude come al solito il concerto ma non è un problema: sono i Bad Religion, discografia infinita, pezzi a raffica: new america, raise your voice, atomic garden, come join us, una esaltante you and me, da paura...la gente poga, canta a squarciagola, ma quanti gruppi possono spaziare da un pezzo all'altro avendo tutto il pubblico che fa cori come in uno stadio?  Quando parte Los Angeles is Burning si scatena il solito delirio. Si chiude con Fuck armageddon, Punk rock song e una scontata ma imprescindibile generator....

Grandi, i soliti professori e noi da bravi studenti saremo presenti sempre alle vostre lezioni...

Tommy 27

The Creeps - Eulogies

It's Alive Records - 2014

Belìn, che botta! Il 2014 ci sta regalando delle belle perle: Lawrence Arms, Against Me!, OFF!.  Quando mi sono imbattuto nell'ultima fatica dei Canadesi The Creeps sono rimasto piacevolmente sorpreso. Nelle ultime uscite il trio ha preso un andazzo più scuro e malinconico, cambiando sound e ottenendo un grande risultato. Il Punk Rock dei Creeps mantiene una vena vagamente horror ma mai esplicita o banale, con melodie vocali che a tratti ricordano il beneamato Michale Graves. La cosa curiosa è che nonostante queste premesse il disco suona molto anni 80 senza però risultare una pedissequa imitazione di questa o quella band. Delle 10 tracce che compongono Eulogies nessuna, dico nessuna, ti fa muovere il dito in direzione del tasto skip. L'artwork è poco accattivante ma non per questo da buttare via. Peccato che la versione in vinile sia andata sold out praticamente prima che uscisse (pare vada di moda ultimamente). Qualcuno disapproverà, ma il soldato Snafu e compagni non sono sbarcati in normandia per assoggettare le proprie opinioni ad un qualche vecchio padre nobile de sta cippa. Lo potete ascoltare qui

domenica 15 giugno 2014

Banner Pilot - Souvenir


Dopo mesi dalla sua uscita mi decido a scrivere due righe su Souvenir, ultimo album dei Banner Pilot. Il motivo per cui ci ho impiegato così tanto è che questo disco è stato una delusione.
I Banner Pilot hanno spaccato tutto nel 2009 quando è uscito Collapser, disco veramente stupendo. Nel 2011 hanno cercato di ripetersi con Heart Beats Pacific ma con risultati non entusiasmanti. A mio parere Hearts Beats Pacific rimane un bel disco, non ai livelli di Collapser, forse qualche passo indietro ma comunque un bel lavoro, godibile. Purtroppo con Souvenir la band di Minneapolis ne azzecca veramente poche...il disco suona monotono, tendono a ripetersi sempre le stesse melodie, non si schiaccia mai l'accelleratore, i cori vengono sfruttati pochissimo, si salvano veramente pochi pezzi...insomma una prova davvero deludente. Il paragone con i lavori precedenti è inclemente e Souvenir ne esce con le ossa rotte...decisamente non il disco migliore per iniziare ad ascoltare questa band.


lunedì 9 giugno 2014

SNAFU 2.0: Proton Packs "Space Opera" LP


Alla One Chord Wonder il pianeta Terra comincia a stare stretto e caga fuori "Space Opera", il nuovo LP dei Proton Packs, per imporsi sul fervente mercato punk rock della Via Lattea.

Vinile limitato a 150 copie (di cui 25 su vinile trasparente, sputato nero), 12 pezzi, 20 minuti, sangue, acciaio, raggi mortali, ma soprattutto buchi neri che piacciono tanto a Pvt. Snafu.

Ascoltatelo (è un ordine) qui:
http://ocwrecords.bandcamp.com/album/ocw008-proton-packs-space-opera-lp

Prenotate la vostra copia (è un ordine) qui:
ocw.records (at) gmail.com

"Space Opera" verrà presentato Venerdì 20 Giugno all'Arci Lo-Fi di Milano (oltre ai Proton Packs suoneranno i Tough e i Porna & the Drawing De...ah no, The Kokots).
Siateci (è un ordine).
Qui i dettagli dell'evento:
https://www.facebook.com/events/876926065655332

Dave
Master of the Universe e Mega Presidente Laterale

venerdì 6 giugno 2014

The Copyrights - No Knocks


Il mese prossimo la Fat Wreck farà uscire un nuovo 7" in limited edition di 3 pezzi dei Copyrights. Come anteprima il lyric video di No Knocks, pezzo semplicemente spettacolare che apre un 7" che si preannuncia una bomba! Ma non è finita qui! Siamo solo all'antipasto! Infatti la band ha dichiarato che è al lavoro su un nuovo full-lenght che probabilmente vedrà la luce ad agosto! Intanto il batterista Luke O'Neill ci dice come: 
"No Knocks is written from the perspective of a well-off person, who has problems like the rest of us, although those problems are dismissed sort of as "Cry me a river, rich boy."
Qualunque cosa abbia voluto dire, il tutto è in anteprima su Noisey USA (per ricollegarci alla polemica di qualche settimana fa) che ringraziamo per il materiale copiat...ehm...fornito!
Non dimenticatevi che i Copyrights saranno in Italia per un'unica imperdibile data il 16 settembre a Genova! Quindi imparatevi bene le paroline a memoria che noi in caserma stiamo già organizzando gli sbarchi in notturna!

SUGUS - Ciclostes

Monster Zero Records - 2012

Il disco lo ricevo solo ora, ma in realtà stiamo parlando di un lavoro dell'ottobre 2012...quale giorno migliore per recensirlo se non quello del 70° anniversario del D-Day?
Copertina bomba in stile militare con retro foto in cui compaiono i Sugus vestiti da soldati (o da meccanici?) ed una cartina della Francia come sfondo. La cartina pone in primo piano il paese di St.Marie aux Mines che ovviamente ha rimandi alla II^ Guerra Mondiale....bomba su bomba, chicca su chicca!
Da fan dei Sugus posso dire nuovamente...bomba! Dopo il mitico "Learn to be a Mornard" i ragazzi spagnoli piazzano altri 14 pezzi davvero fighi...punkorck alla Ramones ("Ravioli maker") alternato a pezzi iper veloci con grancassa alla Raffaele di Burro ("Gong Kwon yu sul") e ad alcuni tocchi leggermente più tamarrucci ("Wasted"), ma ovviamente senza lo straccio di un assolo.
Come ciliegina sulla torta abbiamo un pezzo proprio sul D-Day ("Overlord"), tra l'altro uno dei più fighi in puro stile Sugus, melodia Dolby Surround e carica focosa che solo un latino può darti.
Chiude questo disco velocissimo la bella "It's only punkrock" che inizia tipo pezzo mieloso acustico, ma poi, complice un ingresso a canone di una tastierina, parte bella distorta con un ritornello epico che ricorda vagamente gli Epoxies (verso la fine si perde un pò via e inizia a far cagare, peccato).
Io sono gasatissimo con sto disco! Grandi Sugus, venite in Italia (che l'ultima volta - ho un flash proprio ora - avevate paccato proprio la data che vi avevo trovato io....bastardi).

70° anniversario del D-Day

I momenti prima dello sbarco, quando non si può più tornare indietro

L'orario di pubblicazione del post non è casuale. Alla 1.14 minuti del 6 giugno 1944 hanno toccato suolo francese i primi paracadutisti del 506° PIR americano (gli Screaming Eagles) e, sebbene i primi esploratori fossero già lì da circa un'ora, a noi piace tenere conto di questo orario simbolico.
Dopo circa 6 ore iniziavano invece gli sbarchi anfibi sulle spiagge della Normandia. L'inferno in terra.
D-Day come sinonimo della vita...quando scende il portellone del tuo LCVP non ti resta che correre come un dannato diavolo e cercare di cadere il più lontano possibile dalla spiaggia...come disse il Generale Cota "Gentlemen, we are being killed on the beaches. Let us go inland and be killed".
Un piccolo pensiero per tutti quei ragazzi spaventati a morte....è grazie a loro che, ancora dopo 70 anni, possiamo dire con orgoglio ADOLF HITLER VAI A CAGARE!

giovedì 5 giugno 2014

SNAFU 2.0: APERS + TRAVOLTAS @ Paradiso

Il Consoboy finisce ad Amsterdam e, cazzo, si ricorda del nostro 2.0! Ci manda quindi una graditissima recensione di Apers e Travoltas. Scopro con piacere che al Consoboy non sono minimamente piaciuti i Travoltas. Considerando che a me fanno abbastanza cagare non mi parte la presa male....ma se qualcuno c'era (i vicentini?) e vuole farci sapere altri punti di vista siamo qui pronti!

foto fatta da JPJANSEN - presumo

APERS + TRAVOLTAS, Amsterdam, Paradiso 01/06/2014

Amsterdam. Approfittando dell'ospitalità di un amico in Erasmus decidiamo di farci un salto e notiamo con piacere che nei giorni in cui sarà lì suoneranno gli Apers. Cosa facciamo? Andiamo a vederli, ovviamente.
Il locale è il "Paradiso", chiesa sconsacrata adibita a luogo di eventi di vario tipo (al punto da non sembrare più una chiesa), situata nei pressi del museo di Van Gogh.
Arriviamo prestissimo sul posto, sapendo per esperienza che i concerti nei Paesi Bassi iniziano DAVVERO all'ora indicata. Così sono le 20 spaccate e dopo aver lasciato 16€ a testa per entrare (follia!) e conosciuto all'ingresso un manipolo di Vicentini in trasferta per la serata, sentiamo Kevin e soci attaccare con "It's all over you know" e ci fiondiamo nella sala live convinti di trovare il finimondo. Ci sbagliamo. Suoni fichissimi, un bel po' di gente, Apers gasatissimi, ma il pubblico di casa non muove il culo manco per il cazzo. Sfatiamo quindi il mito "all'estero i concerti sono tutti i fichi e la gente fa sempre casino". Gli Apers comunque SPACCANO, sia chiaro, e vanno avanti con una scaletta più breve del solito e piuttosto serrata (vedi sotto), suonando perlopiù classiconi, chiudendo con "everyday is a rock & roll day" e, a sorpresa, lasciando fuori "it's ok to hate me", forse per la prima volta da quando li vediamo dal vivo.
Concertone con una sola pecca: quando gli Apers suonano in terra madre Kevin parla in olandese, quindi non capiamo nulla delle consuete minchiate che spara tra un pezzo e l'altro, se non qualche "Birra Moretti" buttato qua e là a caso.
Finito il live andiamo a salutare kevin che ci accoglie con un memorabile "Oooh! You came here! Great! Do you want to smoke weed?"
Il tempo di quattro chiacchiere e attaccano i Travoltas, li abbiamo sentiti solo di nome e tutti sembrano gasati di poterli sentire suonare, quindi sotto al palco e vediamo! Ci fanno cacare. A metà del secondo pezzo arriva Santiago (l'amico in Erasmus) che dice di aver scoperto una cosa fichissima: in una sala sotterranea del locale c'è uno spettacolo "Burlesque", non segnalato in alcun modo nel locale se non con una locandina appesa fuori dalla sala. E qui viene fuori la vera magia di Amsterdam: dal nulla ci becchiamo uno show privo di senso in cui sketch ignorantissimi si alternano a danze femminili osè di cui l'ultima con nudo integrale, il tutto condito da Santiago che broccola con una rockabilly over 60 e un vecchio barbuto in tunica medievale che si diletta per tutta sera ballando al ritmo di ogni droga che lui solo sa di avere in corpo.
Facciamo un salto su e notiamo che i Travoltas hanno sgomberato il palco (dopo credo due ore di live) e la sala live è deserta e blindata: evidentemente da quelle parti non è ancora arrivato il concetto essenziale di "post-serata", stentiamo a crederci ma sembra essere così (è domenica ok, ma cristo!).
Nel locale non c'è più nessuno, usciamo, salutiamo gli Apers che stanno caricando il van, aiutiamo Kevin nell'ordinario ripasso di bestemmie all'italiana che a sto giro condisce con dei sonori "Stamiiinchia" e "Puttana"... grandi abbracci, poi in sella alle bici e dritti a casa per il joint della buona nanna.

Consoboy

it's all over you know
word is out
reanimate my heart
-----
friday night killed saturday fun
wait a little longer
too many backpacks at the show
-----
N210
only the grim reaper
eyes open wide
-----
one more second chance
whatever it takes
every day is a rock & roll day

Pennywise - Violence Never Ending


Il 15 Luglio esce Yesterdays, il nuovo disco dei Pennywise per Epitaph, e Violence Never Ending è il singolo estratto. Il video con riprese d'archivio è figo ma il pezzo non è nulla di che (anche se si apre con un pickslide come piace a Pvt. S.N.A.F.U.).

mercoledì 4 giugno 2014

SNAFU 2.0: Queens Of The Stone Age @ Roma

Major Emme vuole fare carriera in Caserma e quindi appena tornata dal concerto dei Queens of the Stone Age ci scrive un 2.0 apprezzatissimo! E voi che fate? Fate come lei...scrivete.



Ore: 1.04 am
Stasera sono andata a vedere i Queens Of The Stone Age.
E anche sticazzi, direte voi.
Ma stasera sono andata a vedere i Queens Of The Stone Age, uno dei miei gruppi preferiti, che ammiro di più in assoluto, e che a Roma non c'era mai stato. Quindi già avrete capito che sarò un po' di parte.
Un'altra cosa che devo dirvi è che a me piacciono i concerti piccoli, quelli dove o conosci tutti o non conosci nessuno e ghigni tra te e te che quel gruppo che sta suonando è un gruppo della madonna e lo sai tu e le altre dieci persone presenti in sala e siete tutti complici di qualcosa di fichissimo ed esclusivo.
Però mi piacciono anche i grupponi e quindi mi capita (non più di una volta l'anno) di andare ai concerti negli ippodromi, dove il palco è alto cinque metri e distante almeno il doppio dalle transenne; quest'anno doveva per forza capitare con Homme e compari.
Li aspetto da una vita, ho comprato il biglietto prima nonostante l'impossibilità di un sold out (l'Ippodromo di Capannelle, che ospita la rassegna Rock in Roma, contiene 20000 persone...), ho calcolato con precisione i tempi in modo da poter essere lì in anticipo per ritirare tale biglietto, bere le Peroni e chiacchierare con le amiche, e soprattutto ho detto a tutti di non rompermi i coglioni stasera, che io non ci sono per nessuno. A scanso di equivoci, superati i tornelli d'ingresso imposto la modalità offline.
L'Ippodromo, come detto, è enorme. Non sono brava con le misure a occhio, ma mi sembra pieno per un terzo appena; mi aspettavo molta più gente, devo dire la verità, ma il prezzo del biglietto non propriamente economico deve aver allontanato i semplici curiosi e attratto solo i veri fan.
O i fuorisede che guardavano Mtv dieci anni fa. È con loro che mi scontrerò per tutto il concerto, maledicendo gli zaini, la Calabria e i videoclip musicali.
Mi perdo il gruppo di apertura, non so manco chi siano, ma chi se ne frega, no?
Alle 22.05 i Queens Of The Stone Age salgono sul palco e attaccano con "You think I ain't worth a dollar, but I feel like a millionaire": iniziamo benissimo.
La scaletta spazia dai brani dell'ultimo "...like clockwork" (i migliori: Smooth sailing, If I had a tail, la title track) ai singoli dei due dischi precedenti. Qui mi dice un po' male, perché non mi piace per un cazzo Lullabies to paralyze. Non mancano le perle da Rated R, forse l'album che preferisco; "Better living through chemistry" è indescrivibile, con un bridge strumentale lunghissimo, ipnotico...ma sono sola in questo viaggio lisergico. Intorno a me la gente continua a spintonare, pogare, spingere. Che problemi avete, amici? C'è "Sick, sick sick", "Feel good hit of the summer" (è il titolo vero di "Nicotine, Valium", se non lo sapevate, fuorisede del cazzo), qualche pezzo del cazzo di Lullabies to paralyze su cui possiamo sbatterci le ascelle sudate in faccia reciprocamente, PERCHÉ PROPRIO IN QUESTO MOMENTO CHE IO STO VOLANDO PER I CAZZI MIEI E MI STO DIMENTICANDO DEL MONDO?
Ecco perché odio i concertoni: perché ci vanno quelli che ai concerti di solito non ci vanno mai. A quelli che in due o tre momenti hanno tentato il wall of death gli ci vorrebbe una bella cura Ludovico di live di, che so, Vitamin X, che magari dall'altra parte del muro ci sono pure io. Poi voglio vedere. Ammetto di essere una vecchia rompicoglioni, ma odio queste situazioni, talmente di merda che l'anno scorso mi lasciarono l'amaro in bocca persino dopo i Blur (che aspettavo da ben tredici anni).
A sto giro però in bocca m'è rimasta solo la polvere dell'Ippodromo. I Queens Of The Stone Age sono stati ineccepebili - nonostante da dove ero si sentisse troppo prepotentemente il basso e poca voce - oh, non dirò mai più una cosa simile, a me dei volumi non me ne frega un cazzo, viva il punk. Dicevo: gruppo immenso. Non vorrei fare la saputella, ma io lo sapevo che dal vivo sarebbero stati perfetti, si sente dai dischi che la loro roba è suonata e sudata, ma le aspettative sono state di gran lunga superate. Forse è stata una serata particolarmente buona (d'altronde, Homme stesso ci informa che non torna a Roma da una ventina d'anni); a Bologna pare non sia stato altrettanto entusiasmante, ma stento a crederlo. I Queens Of The Stone Age sono una vera è propria macchina da guerra, in studio e live.
In un'ora e mezzo di concerto non mollano mai la presa, nemmeno quando sembrano lasciarsi andare a lunghe code psichedeliche: sei tu ad andartene, loro sono ben presenti, precisi, puliti; ti riportano alla realtà di un ippodromo umido e pieno di terra accorciando i tempi fino a farli diventare frenetici, forsennati: sul disco era così, ma dal vivo è meglio.
All'1.04 sono già in branda e cerco di scrivere qualcosa ma mi sa che alla fine non ho scritto niente.
Andatevi a vedere i Queens Of The Stone Age, pure se non vi piacciono tanto. Magari vi mettete un po' dietro i fuorisede con gli zainetti, ma andateci.

Ciao Vale...

martedì 3 giugno 2014

Zatopeks - About Bloody Time

Monster Zero Records - 2014

Non sono mai stato un vero fan degli Zatopeks anche se ammetto che in sede live riescono a vincere a mani basse il titolo di migliore band popunk della storia contemporanea. Dite che esagero? Il concetto è semplice....preferite vedere l'immobilità da palcoscenico di Tough o Ponches oppure il casino imprevedibile di Will DeNiro e soci? Per come sono fatto io preferisco di gran lunga la seconda opzione. Che poi io sia fatto con il culo sono un pò affaracci miei, del mio sergente e del mio tenente, non di certo vostri.
Kevin Aper mi invia inaspettatamente il disco dei ragazzi e quindi mi obbligo a metterlo in macchina speranzoso di trovare una hit da lacrime come Picture Postcards. Non la trovo, ma non mi pento delle mie azioni.
Prima di tutto....copertina top. Detto questo, i pezzi di "About Bloody Time" viaggiano su livelli medio alti, molto più alti del precedente "Damn Fool Music", ma comunque non posso certo considerarmi convertito alla causa Zatopek. Rimangono una band da vedere piuttosto che da sentire.
Con piacere però prendo atto che la prima metà del disco è davvero ottima ("Alert!", "Acetate" e "Neu-Isenburg" su tutte) e la seconda parte, sebbene si difenda con maggiori difficoltà, non concede nemmeno un metro di terreno al nemico (stile ragazzi del '99 mandati a prendere mazzate al Molino della Sega).
Leggendo il booklet scopro che due pezzi sono degli adattamenti di romanzi o comunque di qualcosa di letterario (attualmente il booklet è troppo lontano per essere più preciso) e che tutte le canzoni sono condite da rimandi o nomi presi in prestito dalla letteratura/filosofia.....la cosa la trovo stuzzicante e soprattutto non mi capacito di come tutte quelle parole usate nelle lyrics riescano a dare vita a delle melodie e rime perfette. I ragazzi ci sanno fare con i testi....i Ramones qui sono un tantino lontani come mood. Non mi scandalizzo però.
In fin dei conti penso che sia un dischetto da avere....l'ho macinato bene e a distanza di giorni confermo che "Acetate" merita una 20ina di ascolti mensili mentre "Neu-Isenburg" si rivela inaspettatamente un pezzo alla Teenage Gluesniffers (o forse è il contrario e non ce ne siamo mai accorti?). Il concetto molto milanese di "copertina top" lo avevo già espresso?

Biffers - Mega - Moving to Eliot @ Ligera

I Biffers in azione dopo lancio con fune di vincolo

Una serata in cui Raffaele di Burro ti simula la batteria battendo fortissimo sulla tua spalla (il rullante) ed al contempo sul suo petto (il charleston) è una serata in cui sicuramente lui è ubriaco e tu ti diverti (ho avuto il piacere di essere il suo rullante, due volte).
Arrivo al Ligera dopo una capatina in Toasteria dove mi sono fatto spritz + tartine alla crema di sto cazzo. Buone. Gay, ma buone. Gay è ok, soprattutto in marina.
Una volta al locale mi abbraccio con Dario Biffer che mi fa un paio di debriefing delle sue ultime missioni aviotrasportate (Folgore!) da cui ovviamente emerge che in Italia fa tutto cagare e all'estero ovviamente no. E un pò mi scende la malinconia.
Giusto il tempo di spararsi un VodkaLemon e si scende a dare i soldi a quelli di I Buy Records (tutti provenienti dal Servizio Civile). Attaccano i giovanissimi Moving to Eliot che avevo già recensito qui. Forse sono l'unico che li conosce. Non so se è un bene o un male. Sono giovanissimi e, oltre alle loro fidanzate, non portano un cane di nessuno. Il punk è morto, non ci sono cazzi amici.
Loro sono bravi, non bravissimi, ma hanno una triade di voci incredibile. Con le voci si può andare ovunque, quindi loro partono avvantaggiati, vediamo se c'è anche tutto il resto (il pubblico non c'è di sicuro, ma hanno le tipelle...io alla loro età penso di aver comprato l'action figure di Goku Super Sayan....altro che heavy petting).
Dopo di loro arriva il turno dei Biffers che sono sfigati e vengono a Milano la stessa sera in cui suonano a 30 minuti di strada Leeches e Ponches. Dato che ora i Ponches vanno di moda ovviamente tutti sono andati da loro....e quando dico tutti intendo giusto quelle 9 persone che marcano visita al Ligera (tutte donne....aia). Insomma siamo veramente alla frutta.
I Biffers sono bravi, dritti, compatti, non sbagliano nulla e piazzano alcuni stop'n go di batteria non male. Oltre a questo, che con un pò di impegno potremmo farlo tutti, hanno una cosa che nessuno ha...ovvero un cantante che canta con l'autotune pigiato dentro il culo (anche live). Dario fa paura. Canta. E sentire una persona che canta per davvero fa strano. Fa invidia. Tanta. Beati loro. Per me sotto certi punti di vista sono i numeri uno. Per altri sono alcuni fra i tanti. Insomma un mix gustoso con enormi potenzialità che ovviamente andranno a farsi benedire come ogni altra potenzialità nel mondo del punkrock.
Chiudono i Mega, caldi, in forma, sicuri, una garanzia. Non riesco più a emozionarmi con nulla. Aiuto.

lunedì 2 giugno 2014

Mighty Goose - Zombies Attack!

DIY - 2014

Una sempre più vecchia conoscenza della caserma - i trentini Mighty Goose - ha appena buttato fuori il suo secondo EP. Il trio Ramones-Riverdalescore non cambia la formula che già in passato si era mostrata vincente. Infatti anche a sto giro spara 6 pezzi di PopPunk veloce e ignorante ma decide di alzare il tiro con dei ritornelli decisamente più accattivanti (vedi You Have Won My Heart Again e Crazy For Her). Inoltre, come nella precedente uscita ci regala una cover dei Ramones a 100 all'ora in chiusura - Here Today, Gone Tomorrow. La title track invece esce degli schemi sopracitati e si spinge su sonorità più alla BoogadaBoogadaBoogada. Anche a sto giro i trentini mostrano una grande spontaneità ma non per questo scivolano nel calderone composto dalle 1000 band che fanno le cose ad cazzum. Provare per credere!